ANALISI COMPARATA DELL'ANDAMENTO ECONOMICO DELLE AZIENDE SANITARIE

L'obiettivo dell'iniziativa è mettere a disposizione degli operatori della sanità una reportistica semplice ed essenziale che consente di mettere a confronto sia l'andamento economico delle aziende di una data regione in un dato anno, sia l'andamento economico di una data azienda nel periodo al quale si riferiscono i dati.
Le analisi sono sviluppate riclassificando il modello CE (adottato dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell'Economia per monitorare l'andamento economico delle aziende sanitarie italiane) secondo un modello di analisi, messo a punto dall'Istituto Health Management, che riconduce le voci del modello CE ad aggregati che rispetto a quelli tradizionali del bilancio di esercizio risultano di più immediata lettura e più pertinenti allo specifico della realtà sanitaria.

I dati elementari utilizzati per sviluppare le analisi che costituiscono oggetto dei report accessibili utilizzando i link qui sotto riportati sono stati scaricati dal sito web del Ministero della salute, nel quale sono disponibili i dati trasmessi al Ministero dalle singole aziende sanitarie italiane nell'ambito degli adempimenti previsti dalla normativa vigente.
I dati sono relativi ad un periodo sufficientemente ampio per delineare il trend delle variabili osservate, che deve essere interpretato tenendo conto del fatto che sono stati attuati negli ultimi anni significativi processi di riorganizzazione, con la tendenza diffusa ad una riduzione del numero di aziende sanitarie.

Le analisi sviluppate se da un lato presentano elementi di oggettivo interesse, sono dall'altro segnate da alcuni limiti che devono essere attentamente considerati per una corretta lettura dei dati.
Il primo limite, intrinseco nella natura stessa dell'analisi sviluppata, sta nel fatto che il confronto è circoscritto ai risultati economici della gestione, e prescinde totalmente dalla valutazione della qualità delle prestazioni, nelle diverse dimensioni in cui questa si esprime, e della rispondenza dell'azione rispetto alle aspettative ed ai bisogni la risposta ai quali costituisce la ragion d'essere stessa delle aziende sanitarie non solo come entità individuali, ma come elementi del più ampio sistema sanitario ai diversi livelli istituzionali in cui esso si articola.
Il secondo limite deriva dal fatto che i dati non sono recentissimi, essendo il 2013 l'ultimo anno per il quale essi sono disponibili. D'altronde non è possibile prescindere dai tempi tecnici di trasmissione dei dati e dal tempo necessario per sottoporre gli stessi ad una serie di controlli che ne validino la correttezza e l'attendibilità.
Il terzo e per certi versi più rilevante limite concerne il fatto che la disomogeneità che caratterizza i meccanismi adottati dalle diverse regioni per il finanziamento delle aziende sanitarie, rende di fatto impossibile utilizzare i dati disponibili per confronti tra regioni diverse. A questo riguardo è del tutto evidente che l'omogeneità che il modello CE avrebbe dovuto assicurare è una omogeneità soltanto formale. Le analisi che queste pagine consentono, e l'interesse che possono suscitare, possono costituire uno stimolo per una riflessione da parte dei diversi oggetti istituzionali interessati, e rendere in prospettiva possibili quelle analisi comparative dei costi, dei rendimenti e dei risultati che erano previste dal comma 6 dell'articolo 5 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

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